Aspirapolvere: tutti i tipi di filtro e i consigli per la pulizia e la manutenzione

Uno dei migliori alleati nella lotta alla polvere è sicuramente l’aspirapolvere. È lo strumento che più di ogni altro agevola le pulizie domestiche quotidiane venendo incontro a diverse esigenze. Innanzitutto la sua praticità permette un risparmio in termini di tempo. Soprattutto per chi lavora tutto il giorno e può riservare alle pulizie solo ritagli della giornata, l’aspirapolvere rappresenta un alleato più che valido. Permette inoltre anche un risparmio in termini di energie con la sua efficacia associata alla sua maneggevolezza.

Ma come ogni elettrodomestico anche l’aspirapolvere ha bisogno di una corretta manutenzione per poter funzionare sempre al meglio.

Ogni suo componente ha bisogno di essere regolarmente ripulito e testato per permettere all’intero meccanismo un funzionamento ottimale. Le spazzole, il serbatoio di raccolta (o il sacchetto), il motore e soprattutto i filtri, che hanno bisogno di alcune considerazioni a parte. Di loro ci occuperemo in maniera approfondita in questa piccola guida.

 

Cosa sono i filtri nell’aspirapolvere

Prima di addentrarci nel mondo dei filtri bisogna distinguere tra due tipi fondamentali di aspirapolvere, quelli con sacchetto e quelli senza. Questa distinzione è importante poiché per i modelli con sacchetto vengono di solito utilizzati dei filtri usa e getta da cambiare insieme al sacchetto stesso. La frequenza della sostituzione dipende ovviamente dalla frequenza di utilizzo ma è consigliabile effettuarla almeno ogni 25/30 giorni.

Senza contare poi che il materiale di cui sono composti i sacchetti è realizzato in modo da essere essi stessi un primo filtro.

Ciò gli permette di assorbire una gran quantità di polvere senza disperderla nell’ambiente al momento della sostituzione. I modelli senza sacchetto invece utilizzano quasi sempre la tecnologia di aspirazione ciclonica. Un primo filtro in entrata esegue un filtraggio dell’aria dividendola dalla polvere. Un secondo filtro depura ulteriormente l’aria nel momento in cui uscirà dal dispositivo.

Come si distinguono i filtri

Non tutti i filtri sono uguali, chiaramente, e la differenza principale consiste nella loro composizione. Il loro compito è appunto quello di filtrare l’aria che esce dall’aspirapolvere in modo che sia il più pura possibile. Il materiale di cui sono composti quindi fa una profonda differenza tra i vari tipi di filtro. La trama poi offre una ulteriore barriera e garantisce aggiunta nella capacità del filtro di trattenere la polvere.

Più le maglie del filtro si stringono più saranno piccole le particelle di polvere trattenute nell’aspirapolvere.

Nei filtri di ultima generazione il connubio tra trama e materiale offre la possibilità di trattenere gli allergeni, particelle addirittura microscopiche. I vari modelli di filtro sono catalogati ed elencati attraverso sigle universali che li rende facilmente identificabili. Una prima categoria divide i filtri HEPA da H10 ad H14. Poi ci sono i filtri ULPA, che vanno da U15 a U17.

Filtri HEPA e ULPA, il non plus ultra per il vostro aspirapolvere

Potendo scegliere la dotazione dell’aspirapolvere che vi aiuterà nelle pulizie domestiche la scelta del filtro dovrebbe cadere sugli ultimi ritrovati, i fitri HEPA. Questo tipo di filtro è composto da vari strati di foglietti di microfibra separati da setti in alluminio. Tali foglietti hanno il compito di bloccare le particelle solide, anche le più piccole, presenti nell’aria. Una categoria parallela è rappresentata dai filtri ULPA, cosiddetti ‘filtri assoluti’.

La differenza tra i vari modelli è rappresentata dal diametro massimo delle particelle che riescono a trattenere. Ecco perchè, grazie alle nuove tecnologia, i filtri U17 arrivano a una filtrazione del 99,999995%.

A questi livelli le differenze corrono nell’ordine dei millesimo percentile. Basti pensare che un semplice filtro HEPA ha capacità filtrante che varia tra l’85% (H10) e il 99,995%(H14). Quelli ULPA spaziano invece tra il 99,9995%(U15) e appunto il 99,999995%(U17) di capacità filtrante. Un vero toccasana per i soggetti allergici.

Un buon filtro per combattere le allergie

È chiaro che una buona capacità filtrante del nostro aspirapolvere aiuta a combattere la dispersione non solo della polvere. Ci sono delle particelle molto piccole, gli allergeni, che è difficile sia individuare che, quindi, trattenere all’interno dell’aspirapolvere. È per questo che un buon filtro è quanto di meglio possiamo scegliere soprattutto se ci troviamo in presenza di soggetti allergici.

Soprattutto se associato a un sacchetto per la raccolta della polvere, il filtro può fare la differenza nella definizione del livello di igiene.

Sì, perchè il sacchetto offre un’ulteriore possibilità di igiene visto che, sostituendo in toto il sacchetto, non si entra più in contatto con la polvere. Cosa che invece avviene quando dovremo svuotare il serbatoio di raccolta nel caso dei dispositivi senza sacchetto. È importante quindi considerare bene anche queste caratteristiche dell’aspirapolvere nel momento in cui dovremo scegliere quale apparecchio comprare.


Impiegato in un ufficio di logistica e spedizioni, laureato in scienze della comunicazione con un master in Giornalismo e giornalismo radio televisivo. Autore di racconti, romanzi e poesie, mi piace suonare, cantare e tutto ciò che è estro e inventiva. Ho scritto per diverse testate sportive, di attualità, di cultura e società e di politica. Da sempre innamorato delle nuove tecnologie tanto da dover quanto meno provare qualunque ultimo modello hi-tech che passi sul mercato.

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